30 maggio 2007

Invasione zingari...


La Romania e le sue singolari minoranze etniche Paolo Possenti

Appaiono con sempre più frequenza nei media notizie relativi a crimini sempre più odiosi la cui responsabilità è di cittadini romeni (dal furto del rame delle reti ferroviarie ad una serie di omicidi come la strage di Appiniano nelle Marche, dall'assassinio della giovane studentessa nella stazione di Roma fino al delitto di due coniugi in Calabria a colpi di accetta, per il quale sono ricercati dei romeni).
Tuttavia per non rendere di tutte queste situazioni capro espiatorio una intera nazione occorre fare alcune importanti distinzioni e sereni approfondimenti.
Infatti all'interno della Romania vivono alcune entità etniche e linguistiche molto differenziate, che hanno rappresentato un grave problema, per cause differenti, per tutti i governi che si sono succeduti in questo Paese dalla liberazione dal giogo turco verificatasi a metà dell'800.
L'atlante De Agostini (edizione 2007) ci fornisce informazioni precise e chiarificanti.
Su circa 22 milioni di abitanti della Romania 89% sono rumeni veri e propri di lingua neolatina, il 6,6% sono ungheresi e vivono proprio nel cuore della Romania, in Transilvania, assieme ad una piccola minoranza tedesca.
Questa minoranza, oggi molto sviluppata economicamente e culturalmente, ha creato nel passato gravi problemi al Paese per il suo irredentismo molto forte.
Il terzo gruppo etnico, con propria lingua, costumi e tradizioni ancora di tipo tribale chiamati specificamente zingari dal De Agostini, sono circa il 2,4% della popolazione; erano però circa il 5% ancora 15 anni fa, quando dopo la caduta del comunismo cominciarono la loro migrazione verso i Paesi occidentali.
In Italia ne sono arrivati più di 100.000.

Appartengono per lo più a due gruppi tribali, i Rom ed i Sinthi, con lingua e tradizioni proprie, anche se tutti o quasi parlano il romeno o altre lingue slave apprese nei Paesi confinanti.
Arrivarono in Europa per lo più al seguito dei turchi (anche se alcuni rivendicano un' origine più antica) che dopo il passaggio dei loro eserciti si servivano di questi nomadi quali razziatori del territorio conquistato, una abitudine che mantennero per secoli creando problemi gravi a tutti i governi romeni.
Attualmente i circa 500-600 mila zingari rimasti in Romania rappresentano per lo più quei gruppi che sotto la pressione specie dei governi comunisti furono costretti a stanziarsi in località specifiche.
Ad uno di questi gruppi rom, della comunità di Rahova nei pressi di Bucarest, appartiene la assassina della giovare romana uccisa a Termini (vedi anche Il Corriere della Sera del 1° maggio 2007).
Zingari di origine romena sono stati parimenti gli autori di innumerevoli aggressioni e rapine nelle ville del nord Italia.
Parimenti gli innumerevoli scippi e furti che tormentano Roma e molte altre città italiane, operati da bande di minorenni, sono scientificamente preparati e diretti da questi clan di zingari.
Il depistaggio organizzato da molti media, specie di sinistra, per ragioni ideologiche parlano di fantomatici «slavi» (nessuna comunità linguistica o nazione slava si è mai dedicata al nomadismo o alla razzia ed al furto sistematico), di sudamericani (forse per l'aspetto fisico olivastro di questi nomadi europei), di giostrai (mettendo ingiustamente in cattiva luce i poveri residui dei nomadi italiani), etc., etc.

Invece occorre parlare chiaramente ed in maniera veritiera perché con l'entrata in UE della Romania l'immigrazione Rom e Sinthi in Italia potrebbe aumentare ulteriormente, anche per l'irresponsabilità di molti sindaci di sinistra compreso il «pennacchione» Veltroni a Roma, dove la situazione si sta sempre più aggravando.
Per certi aspetti l'organizzazione di questi zingari molto particolari in Europa potrebbe definirsi una vera e propria «organizzazione di stampo mafioso», della quale ha tutte le caratteristiche.
Con questo non si vuole dire che la totalità degli zingari in Italia svolga un'attività criminosa, ma proprio per tutelare quanti di loro cercano di svolgere servizi utili, o vivere di carità e piccoli commerci, va descritta in maniera chiara una situazione che è effetto di una immigrazione disordinata ed inutile destinata a creare gravissimi problemi al nostro Paese e persino a tutti gli immigrati che giungono in Italia con una onesta volontà di lavoro.

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