13 marzo 2007
08 marzo 2007
Sempre in ritardo sugli altri paesi europei

«Telefonini: da abolire lo scatto alla risposta»
Gli utenti sui blog in rete ne parlano da tempo: via il costo dello scatto alla risposta dalle tariffe dei cellulari. Un’altra botta per i gestori di telefonia mobile che con l’abolizione dei costi di ricarica hanno già perso circa 1,6 miliardi di euro all’anno. Ma questa volta l’iniziativa parte dall’Authority. Ieri il presidente dell’Authority delle tlc Corrado Calabrò è partito all’attacco nel corso di «Tg2-10minuti» precisando che l’AgCom ha chiesto l’abolizione dello scatto alla risposta perchè anche su questo punto deve valere il principio del consumo effettivo. «Lo scatto alla risposta - ha spiegato Calabrò - costituisce un’ulteriore anomalia. Spesso capita che in assenza di campo o a causa di problemi legati al servizio, la linea cada. E quando l’utente richiama è costretto a pagare nuovamente lo scatto alla risposta».
Ahahahahah ridicoli come al solito...
07 marzo 2007
Milan ai quarti ed inter all'inferno
06 marzo 2007
Baby bullo!!!

Messina, 6 mar - A 4 anni, non ancora compiuti, ha ferito con la scarpa la maestra dell'asilo fino a mandarla all'ospedale e il dirigente scolastico ha deciso di allontanarlo dalla scuola. E' accaduto all'istituto comprensivo 'Cesare Battisti' di Messina, dove il bambino adesso non può più mettere piede. A denunciarlo è la madre dell'alunno, ritenuto "troppo vivace e aggressivo", che chiede la riammissione del figlio a scuola. La donna, questa mattina, al rifiuto dell'ingresso a scuola del bambino si è rivolta anche alla polizia.
Non sarebbe la prima volta che il bambino colpisce l'insegnante di sostegno, che segue anche un'altra alunna. Già nei giorni scorsi, come raccontato dal dirigente e dai colleghi, l'avrebbe più volte colpita con una testata al fianco e l'avrebbe anche presa a calci e pugni alle gambe. "Siamo stati costretti - ha spiegato il dirigente scolastico Tindaro Sparacio - a non far entrare il bambino a scuola per le sue reazioni nei confronti degli insegnanti e anche degli altri alunni". Sarà adesso il Provveditorato a prendere una decisione.
02 marzo 2007
01 marzo 2007
Il busone ...

«Ma quale trappola! Macché complotto! Per smontarlo basterebbe dire che quel Luciano Moggi, presunto ispiratore di un festino proibito organizzato proprio per mettere in cattiva luce Lapo Elkann, io neppure lo conosco. Ma c'è di più: il rapporto che avevo con Lapo era di grande fiducia. Reciproca. "Tu non mi tradirai mai", mi diceva. E, anche se mi è costato caro, molto caro, non l'ho tradito neppure quella notte».
L’appuntamento è in un piccolo bilocale a pochi passi dalla stazione di Porta nuova. Dentro c'è un letto blu, un pacifico yorkshire e soprattutto una persona infuriata. Sì, perché a Patrizia non sono andate giù le ultime notizie di stampa su quella notte di quasi un anno e mezzo fa che l'hanno resa il transessuale più famoso d'Italia. Solo a “Oggi” ha deciso di aprire la porta di casa e la porta dei ricordi. Che non sono neppure lievemente sbiaditi perché lei c'era, lei sa. E solo lei può rivelare se è stata la testimone di un clamoroso «incidente» o la complice di un ancor più clamoroso complotto.
Qualche giorno fa, in una intervista concessa al giornalista del “New York Times” Peter Kiefer, Lapo Elkann ha dato corpo e sostanza a una ipotesi-pettegolezzo che da tempo circolava in molti ambienti, soprattutto nelle redazioni dei giornali. Quale? La sera del 10 ottobre 2005 il giovane Elkann sarebbe stato vittima di una trappola tesagli da Luciano
Moggi, allora potentissimo direttore generale della Juventus. Insomma sarebbe stato big-Luciano a orchestrare lo scandalo dell'incontro a base di sesso e cocaina che a Lapo poteva costare non l'immagine, ma la vita.
Va subito detto che quella dell'eccentrico alfiere della creatività made in Italy non è stata una chiara accusa, come conferma la portavoce dello stesso Elkann, che è a Los Angeles per la consegna degli Oscar: «La supposizione è il frutto di una ipotesi che Lapo avrebbe ventilato, ma è stato il giornalista a domandarsi se l'incidente dell'ottobre 2005 sia stato ordito da Luciano Moggi».
E' morto Giorgio Tosatti
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